lunedì 18 aprile 2011

Una crostata per veri uomini

Giovedì sera avevo gola di una crostata, quindi ne ho fatte due! Il ragionamento fila vero??


Ebbene, io normalmente di giovedì sera pasticcio, in modo da poter concludere la settimana lavorativa portando una bella torta ai miei uomini, dei tatuatissimi soggetti dalle voci grosse, nella ditta dove lavoro. Persone che sfoggiano tigri e dragoni e geometrie maori su almeno il 30% del corpo. In questa ditta, dove io sono l'unica donna, non sei nessuno se non hai almeno un tatuaggio...mi sa che ciò comporta la necessità che io mi tatui un drago gigante sulla schiena, come Lisbet Salander, de "Gli uomini che odiano le donne".

Questi soggetti, sono dei tenerissimi energumeni. Tanto enormi e duri fuori, quanto irrimediabilmente teneri dentro. Gente che si spara scatolette di tonno al naturale e fesa di tacchino alle 9 di mattina per "far massa" e poi mi cade in deliquio come la più fragile delle donnette davanti a una crostata al cioccolato.

Io li adoro, mi riappacificano col mondo, sono toppo teneri!

Venerdì arrivo con due crostate: una quadrata per il piano di sotto, una tonda per gli uffici al piano di sopra.

Crostata depositata sul tavolo vicino alle macchinette del caffé ore 09:00 scendo alle 10:30...già finita. Al piano di sopra, uno dei miei colleghi, un salutista invasato, yoga dipendente, che calcola la grammatura di sale della verdura ne ha manguate 4 (!!!!!!!) fette. Al caffè delle 15:00 in tre si sono fatti fuori tre quarti di torta, come la più emotiva delle donne!

Uno dei miei energumeni al piano di sotto, un grande gentiluomo, mi fa notare con una cortesia e un understatement che farebbero invidia al più diplomatico dei lord inglesi, che la torta aveva un difetto: troppo piccola!

Sentite il giro di parole, e notate l'aggettivazione e gli incisi: "Brava Arianna, la torta era deliziosa, poi della taglia giusta. Nè troppo grande, nè troppo piccola. Ce n'era giusto abbastanza per un pezzettino a testa. Io però ne ho mangiati tre, di quadtratini.






Direi che per un dolce senza glutine, è un buon risultato! Dato che a crostata è sempre un tasto un po' dolente della cucina celiaca perchè la pasta frolla tende a fare la ben nota sensazione "cucchiaiata di pan grattato in bocca".

Soluzione: riempire il guscio di una voluttuosità cioccolosa e il gioco è fatto.
Questa ricetta è un adattamento di quella che ho trovato sul sito  I dolci di Pinella. La frolla ha la vanillina e un tuorlo in più rispoetto a quella con il glutine.

Ingredienti:

Pasta frolla fine:
500gr di farina Bi-Aglut
250gr di burro
200gr di zucchero a velo
5 tuorli
un pizzico di sale
vanillina
due cucchiaini di lievito

Lavorare gli ingredienti esattaente come indicato nella ricetta della frolla base.

Per la crema al cioccolato:
1 litro di latte (io ho usato lo Zimil o simile per chi fosse intollerante al lattosio)
200gr di cioccolato fondente
100gr di farina mix C dolci Schär
200gr di zucchero
un bicchierino di rum
60gr di burro

Portare il latte quasi a bollore ed elimiare la pellicina che eventualmente si forma. Versare il latte caldo a poco a poco su farina, zucchero, cioccolato tagliato a pezzettini che avrete precedentemente riunito in una terrina, avendo cura di non far formare i grumi.
Versare il composto nella pentola dove avete riscaldato il latte, portare a bollore e far cuocere fino a che la crema non abbia raggiunto la consistenza di una crema pasticcera. Togliere dal fuoco e aggiungere rum e burro, mescolare e far raffreddare.

Cuocere il guscio in bianco , ricoperto di fagioli secchi per 10 minuti a 170°C versare la crema all'interno del guscio e far cuocere 5 minuti, decorare poi la superficie con forme ricavate dalla frolla avanzata e portare il tutto a cottura per 25 minuti a 160°C. Abbiate cura di non far bollire la crema (come invece è successo a me) altrimenti sulla superficie potrebbero formarsi delle bolle che scoppiano in cottura e dovrete mascherare tutto con abbondante zucchero a velo (come ho fatto io)....Forse avrei dovuto tacere questo dettaglio....

2 commenti:

  1. Altro post interessante, ma di sicuro il suo punto più alto è lo statement del tuo collega: "Brava Arianna, la torta era deliziosa, poi della taglia giusta. Nè troppo grande, nè troppo piccola. Ce n'era giusto abbastanza per un pezzettino a testa. Io però ne ho mangiati tre, di quadratini."
    Fantastico :-D

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  2. Se lo vedessi, ti farebbe ancora più tenerezza e susciterebbe un sorriso ancora più ampio e consapevole

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