giovedì 7 luglio 2011

Emotions recollected in tranquillity




Oggi mi concedo un altro post della vena nostalgico-malinconica. Abuso di spazio web per catarsi personale.

Oggi il mio amico Luca è partito per la Grande Germania. Un posto dove ho vissuto per qualche anno. Che dire? essere felici? essere tristi? Sono tutt’e due. Quando parte una persona cara, io mi sento un po’ come penso si siano sentiti i miei quando sono partita io. Empaticamente felice per chi parte, autisticamente impensierita dal vuoto che essa lascia, perché tutti in fondo siamo anche un po’ egoisti nel pensare a quanto ci mancherà quella persona che vive nel nostro cuore.

Luca, il mio navigatore di fiducia, dei tempi in cui armati della mia panda bianca 4x4 si partiva, membri di una comitiva di 20/24 persone, alla volta della Croazia, se ne va spero per lui per lungo tempo, in una ridente località del sud ovest della Germania.

Con Luca che fino a ieri abitava a quattro passi da casa mia,  si va spontaneamente a prendere un gelato o a bere un tè in Piazza San Giacomo. D’inverno o quando piove ci si mette al tavolo vicino alla finestra e si guarda la piazza illuminata in giallo oro e si parla di mille cose, importanti e non. Luca ti guarda, prende uno dei biscottini dal piattino del bar, annuisce da dietro gli occhiali e sorride. Un sorriso sincero e rassicurante di chi ha tratto delle buone conclusioni. Oppure si cammina, io lo prendo sotto braccio, come le damine dell’inizio ‘900; perché fare un tratto di strada assieme ad un amico è un po’ una bella metafora della vita.

Luca è una persona riservata, della quale uno scopre guai e successi in differita. Il momento passa, poi, in attimo di confidenza ti rivela che ha passato un periodaccio. E io mi arrabbio perchè lui non mi ha detto niente. Così succede anche per le cose belle che gli succedono. Questo è ciò che mi innervosisce, ma anche che mi affascina delle persone riservate.

Persone, insomma, che sono giusto il mio contrario.

Stavo pensando a come noi tutti tendiamo a circondarci di persone che, almeno quelle a noi più vicine, a volte sono proprio il nostro negativo. Il nostro contrario. Persone che ci compensano, ci completano, riempiono i nostri vuoti e le nostre mancanze e per le quali noi prestiamo lo stesso servizio. Persone che fanno bene ciò a cui noi riesce meno bene e viceversa.

Sembra un’ovvietà…e lo è in fondo. Tuttavia io penso che nessuno arrivi abbastanza vicino a comprendere questo pensiero, altrimenti staremmo davvero tutti un po’ più tranquilli.

Sono poche le persone che riescono a parlarci, veramente. Di recente una persona cara al mio cuore mi ha detto, “Arianna, dove non arrivi tu, arrivo io”. Un piacevole senso di tranquillità mi ha scaldato cuore e pancia. La tranquillità della certezza che da soli si fa ben poco, e va bene così.

Hey you! Together we stand, divided we fall.

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