giovedì 25 agosto 2011

La torta “senza”: ovvero quando togliere vuol dire avere qualcosa in più

Io ve lo devo dire: a me la chantilly con la panna montata non va giù. Già la crema pasticcera non è di per sé una passeggiata di leggerezza, se poi per alleggerirla ci infiliamo anche nuvole di panna montata, l’impresa digestiva si fa ardua.

Il destinatario di questa torta poi digerisce male i latticini, specie se grassi, e così mi sono dovuta inventare un modo di fare una torta che fosse sia senza glutine per me, che senza latte per il festeggiato.
Secondo il mio modesto avviso, una torta fatta per una persona deve avere qualcosa che la richiami, che ce la ricordi.
Il destinatario è una di quelle persone che nel 2011 non posseggono un cellulare e guardano poco la televisione, badano all’essenziale e alla natura delle cose. Una persona questa, che passa gran parte del suo tempo all’aperto, tra orto e giardino. Nelle rare occasioni in cui non lavora tra gli ortaggi o i fiori lo si vede con una maglietta e pantaloni corti e grandi stivali di gomma appoggiato con la schiena ad un albero da frutto ad ascoltare ed annusare il vento o mentre passeggia tra gli alberi del giardino dando un morso a una mela appena colta dall'albero.

Ora, una persona così non può che ispirare una torta diretta (ammesso che una torta possa essere diretta), non ampollosa e decorata. La torta doveva essere semplice, sincera, ma preziosa nella sua semplicità, colorata e allegra, ma rassicurante nel ricordare sapori già gustati.

La giornata era poi stata eccezionalmente calda e in tutta franchezza, già avevo dovuto accendere il forno con sommo disgusto e l’idea di mangiare una torta pannosa non allettava neanche il mio palato surriscaldato.

Le idee migliori nascono sempre dall’ingegno nello sbrogliarsi di una situazione difficile!

Ne è nata una torta che ha incontrato il gusto di tanti, essendo fresca, un po’ acidula, con tanta frutta e senza grassi né latte. Una torta che si è adattata alla sovrabbondante presenza di carne alla griglia, polenta e tutte le leccornie che di solito si è soliti incontrare ad una festa di compleanno estiva.

Il gran brevetto di questa torta è stata la finta crema pasticcera: si prendono le stesse dosi della crema pasticcera standard e si sostituisce al latte purea della frutta che volete utilizzare e diminuire di 1/3 la dose di zucchero dato che la frutta è già dolce a sufficienza. Io l’ho fatta con le pesche. Per alleggerire la crema veramente ho incorporato 2/3 dei bianchi rimasti dalla crema pasticcera montati a neve e stabilizzati con lo zucchero a velo e un buon cucchiaio di succo di limone. L’acido citrico infatti aiuta la montatura e dà stabilità all’albume evitando che si smonti, lo zucchero gli dà consistenza e più struttura.

Ho preso la ricetta classica del Pan di Spagna che ho già postato come prima ricetta. Lo si taglia in tre e lo si farcisce con uno strato di marmellata di pesche diluita con un po’ di rum e la crema pasticcera alleggerita.
Sulla torta poi si adagiano concentricamente le fette di pesca e le si ricopre di gelatina di albicocche che gli dà lucentezza e evita che si ossidino.

Non potendo decorare i bordi della torta con la panna e avendo finito le mandorle ho tagliato a metà dei savoiardi della Schär e li ho inzuppati nel succo di pesca adagiandoli poi in piedi contro il bordo della torta.

Il risultato mi pare bello, no? Buona era di sicuro!


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