venerdì 9 settembre 2011

Artusi senza glutine ma con mille varianti


Domenica ero in vena, anzi avevo proprio una voglia matta di fare biscotti. Sarà che sento che è settembre e ormai io sono già in animo autunnale, sarà che era tanto che non usavo il forno, sarà che a me piace da matti regalare i biscotti, non so. Mi sono svegliata con quell’idea in testa e, come mi succede sempre di Domenica, mi sono svegliata che albeggiava.

Io devo dire la verità, non essere capace di dormire a lungo ha i suoi svantaggi (occhiaie e faccia da disperata, di solito), ma in una bella giornata di sole, quando fuori c’è poco movimento e ho la mia città tutta per me, io mi sento in pace.

Mi trucco, inforco la mia bici e vado a leggere il giornale. In piazza San Giacomo ci sono delle bancarelle, tutte ancora chiuse, due lettori del Messaggero intenti come me a leggere il giornale regionale. Cosa sarà mai successo a Tolmezzo? E a Cividale? A Mereto di Tomba?A me piace la cronaca locale, la trovo variopinta e interessante!

Aspetto che apra il supermercato, vado a prendere gli ingredienti e mi accorgo che ho ancora un po’ di tempo per andare a salutare mio Zio e Zia. Se la prendono comoda, la Domenica fanno tutto pianino-pianino, come dovrei imparare a fare io…

Nel fare la spesa mi accorgo che come sempre fra gli scaffali trovo grande ispirazione. I biscotti che avevo già postato in occasione della mia prima Marcialonga sono stati convenientemente rivisitati. Passo tra le corsie, davanti alla passata di pomodoro penso: e se ci aggiungessi le nocciole tostate? Chissà che buon aroma! Davanti al tonno penso: li arrotolo nel mio müsli croccante Schär e nello zucchero di canna. Chissà che croccantezza! Avevo ragione!

Già la ricetta dell’Artusi secondo me è perfetta così com’è, ma il fatto che si presti a mille varianti possibili la rende preziosissima. Finora li ho provati semplici, aromatizzati con arancia e vaniglia, chiodo di garofano e anice stellato in polvere. Vengono benissimo anche con l’olio di oliva o di semi e un cucchiaio o due di vino bianco al posto di una parte del latte. Insomma, è una ricetta talmente solida e perfetta che un pasticcere pasticcione può dargli tutti gli scossoni che vuole, che il castello resta sempre in piedi.

Se devo dir poi qualcosa sulle ricette dell’ Artusi, questo è ciò che penso. Ci sono veramente pochissime ricette che riescono a venire tali e quali e senza modifiche nella versione senza glutine.
Se dovessi fare una statistica delle ricette che hanno questo indiscutibile pregio mi trovo a notare che in genere sono ricette vecchie. Per vecchie intendo (aihmè dato che anche io ho 30 anni) quelle dei miticil libri della Curcio con la spirale e il leggendario Artusi. Anche per quanto concerne la pasticceria, devo dire che queste due fonti non cessano mai di sorprendermi positivamente e di darmi quella rassicurante sensazione i non dover sbattere la testa fra diverse quantità di farina e liquidi per ottenere un risultato accettabile.

La ricetta la trovate al post chiamato Cardiolonga, le varianti alle nocciole e al müsli sono di facile interpretazione e realizzazione.

Altro post senza ricette!

Non mi starò forse adagiando sugli allori? Forse sono già in fase pre-letargo?

( a proposito, data la mia inerzia, e data la mia voglia di fare 1000 cose in un tempo assolutamente insufficiente, sono anche arrivata in ritardo al pranzo dai miei…ecco! Ho fatto un’Ariannata anche stavolta!)

2 commenti:

  1. "Mi trucco, inforco la mia bici e vado a leggere il giornale." Uno di questi elementi qualche mese fa sarebbe stato poco ariannesco, è proprio vero che il mondo gira!

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