martedì 31 gennaio 2012

La gonna a pieghe e la decorazione di paillettes


Io devo dire la verità, ho tante buona qualità, ma la calma non è fra queste. Cerca, raschia, sposta, fai luce, fruga, intrufolati bene, nei gli anfratti del mio carattere che ricorda una gonna a pieghe strette strette trovi creatività, socialità, empatia, amore per il prossimo, curiosità. Qualità che adoro e nelle giornate di sole mi piacciono e luccicano come tante paillettes blu oltremare sull’orlo danzerino della mia gonna.
Altri giorni, in cui il tempo della mente è nuvoloso e tira vento, la gonna si agita e il risvolto delle pieghe mostra un carattere ansioso, ansiogeno a volte, buio e corrucciato. E’ da qualche anno che indosso questa gonna a pieghe e a volte il tempo è sbarazzino come il Borino di gennaio. Folate violente, poi calma di vento, poi sereno e limpido, mezz’ora dopo Bora Nera. La gonna danza sotto la spinta dell’aria. Io provo ad appiattirla, rinunciando a priori alla freschezza ispirata da Marilyn.

Qualche giorno fa, faccio una telefonata a colui che, dall’alto della sua statura, mi accompagna sottobraccio durante i miei fine settimana di vento e di sole. Colui mi dice: “Sai, stavo ascoltando Decanter su Radio 2 e ho sentito che mangiare la pasta alla sera non solo non fa ingrassare, ma aiuta a dormire bene”.

Il sonno è il mio tasto dolente da quando sono piccola. Non credo di aver mani dormito bene. La sera vado a dormire tardi, la mattina mi alzo presto risvegliata dal vociare dei pensieri che dicono: Lavatrice! Pulizie! Andare a correre! Non dimenticare la borsa! Mi sono dimenticata di questo, quello e quell’altro. A volte mi sveglio come al centro di un auditorium pieno di ragazzini delle elementari.

Bah, dico io: ascoltiamolo questo Colui, le cui paillettes luccicanti che decorano il suo carattere sono la calma, l’organizzazione e la razionalità.
E facciamola questa pasta. Cos’ho nel frigo, vediamo.

Ho preso delle zucchine, che ho tagliato a strisce lunghe con il pelapatate e grigliato velocemente con un pizzico di sale e pepe sulla bistecchiera. Le ho messe nel bicchiere del mio Minipimer e le ho frullate con un po’ di acqua di cottura della pasta un paio di foglie di menta un cucchiaino di parmigiano. Ho condito la pasta con il pesto e cosparso con prezzemolo tritato e tanto pepe nero, come piace a me.


Come ho dormito? Boh, non ricordo. Ultimamente ho dormito bene solo dopo 12 km di corsa, ma il vociare al risveglio del lunedì c’era lo stesso.

2 commenti:

  1. Magari non sarà una ricetta-rimedio per il sonno (e chi lo sa? Io fortunatamente dormo sempre e troppo!), ma in ogni caso potrà sicuramente essere l'occasione per ritrovare sapori familiari arricchiti di nuovi aromi e di certo per riempirsi la panza con qualcosa di saporito! S.

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  2. Sì, in effetti è stato quello ir risultato! E per il sonno...beh, non sai quanto ti invidio!

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