lunedì 23 aprile 2012

Colta sul fatto!


Ieri mattina alle 6 ho aperto gli occhi e li ho strizzati forte fino alle 7. Poi mi sono arresa e mi sono alzata. Guardo fuori ed il cielo grigio cerca di convincermi che non è affatto fine aprile, affatto. Cerco di fare piano piano per non fare tanto rumore: non bisogna disturbare la domenica mattina, c’è gente che dorme.  E’ da un paio di giorni che voglio fare la crostata, sabato non ce l’ho fatta per questioni di tempo che ho usato per tirare a lucido casa mia - ho perfino dato la cera - e quindi sono rimasta con questo desiderio di impastare cose moderatamente burrose.

Io adoro la crostata. Quando la faceva mia madre con l’unica farina disponibile allora, io tagliavo due-tre fette, poi mangiavo la parte con la marmellata e appoggiavo il bordo spesso di pasta sul piattino, così per la seconda, poi per la terza. Poi nella tazzona di latte e Nesquik tuffavo velocissimamente il bordo biscottato ed era pura goduria. La sensazione di secchezza spariva, e il sapor di burro e zucchero biscottati era irresistibile. Attenzione, bisognava farci un tuffo veloce veloce, altrimenti il bordo diventava purè e finiva sul fondo della tazza. Io penso "crostata" e quel sapore di casa e di biscotto mi fa diventare piccolina di nuovo, coi capelli ricci ricci come una volta e con la tuta azzurra con mille toppe.

Ieri avevo voglia di crostata, forse per via del brutto tempo. Volevo finirla per colazione, perché ci fosse qualcosa di caldino e fragrante da mangiare. Dovevo fare veloce e in silenzio. L'idea della crostata furtiva è una tentazione infantile troppo forte.
 Shhhhh, non mi devono sentire!

Ho pesato in silenzio assoluto gli ingredienti della mia frolla del Bastiàn Contrari come se avessi le mani e i piedi fatti di zucchero filato, come facevo da bambina, quando salivo sulla sedia per prendere dall'armadio sopra il frigo il barattolone marroncino e mangiare la Nutella a cucchiaiate nel silenzio della domenica mattina. Sottovoce, ho preso la marmellata di pesche e ho tirato la frolla in fretta e furia, cercando di non far rumore col mattarello. Poi ho stemperato la marmellata con un po’ di liquore all’amaretto. Il cucchiaio tintinna sul bordo della scodella...Shhhhh!

 Io di solito non faccio le grate sulle crostate, e le copro di formine simpatiche fatte coi miei adorati tagliabiscotti. Volevo fare un motivo primaveril-bucolico di conigli e carote, poi ho pensato che sull’arancio della marmellata un rimando alle carote ci stava bene. Così ho pensato di mettere una pioggia di carotine sulla mia crostata arancione. Prendo i tagliabiscotti dalla grande scatola di latta sopra il frigo. Salgo sulla sedia afferro stiracchiandomi la scatola. Il movimento mi ricorda qualcosa... Presto, devo far veloce!

Taglio in velocità le mie carote di frolla. Mentre sto adagiando l’ultima carota la porta della cucina si apre.

“Propite no tu rivis a stà ferme!”

Beccata con il cucchiaino nella Nutella.

…e in un istante ho di nuovo 30 anni…



2 commenti:

  1. Fantastica la storia della torta silenziosa: mi pareva di vederti!

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  2. Pian pianino! proprio il contrario di ciò che faccio di solito!

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